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La Psicologa racconta: cos’è l’approccio Sistemico Familiare Relazionale

    L’approccio sistemico familiare relazionale considera la persona come un soggetto “nel contesto”: ogni individuo vive, esiste e si costruisce all’interno delle relazioni. Il disagio psicologico non è visto come qualcosa che appartiene solo al singolo, ma come un’espressione di difficoltà relazionali.

    In cosa consiste l’approccio Sistemico Familiare Relazionale

    L’individuo è un soggetto nel contesto. I nostri processi mentali ed emotivi nascono dall’interazione con gli altri. Il sintomo non è dentro la persona, ma tra le persone: è una forma di comunicazione che segnala un disagio relazionale.

    Se la psicopatologia rappresenta un tentativo (inconsapevole) di risolvere un problema relazionale, il lavoro terapeutico consiste nel trovare nuove modalità meno dolorose per stare nelle relazioni. Cambiare significa cambiare posizione, significato e narrazione della propria storia.

    Il terapeuta sistemico-relazionale è un “terzo occhio” che accompagna la persona a guardare altrove, ad avvicinarsi alle proprie emozioni fondanti e a recuperare risorse congelate. Lo scopo non è solo comprendere, ma rendere possibile un cambiamento concreto.

    Perché scegliere l’approccio Sistemico Familiare Relazionale

    • Non guarda solo il sintomo, ma il sistema di relazioni in cui nasce.
    • Il “paziente designato” è visto come espressione di un disagio del contesto.
    • Il sintomo ha una funzione all’interno degli equilibri relazionali.
    • Si lavora sui copioni comunicativi, sui ruoli e sui confini.

    Lo scopo della psicoterapia sistemica è comprendere la funzione del sintomo e costruire nuove modalità relazionali più sane, che favoriscano il benessere del singolo e del sistema.

    Terapia sistemica e lavoro individuale

    Anche nella terapia individuale la persona è considerata come “soggetto contestuale”. I problemi non sono letti solo come tratti personali, ma come apprendimenti relazionali sviluppati nella storia familiare e sociale.

    Il cambiamento del singolo produce inevitabilmente un cambiamento nelle relazioni. Per questo la terapia individuale sistemica lavora su identità, ruoli, appartenenze e possibilità evolutive.

    Di cosa si occupa la terapia familiare

    • Conflitti familiari e difficoltà comunicative
    • Disagi individuali con ricadute sul sistema
    • Eventi critici: lutti, separazioni, transizioni
    • Difficoltà emotive e comportamentali dei figli

    Il sintomo del bambino o di un membro della famiglia viene considerato come una risorsa che segnala un disagio relazionale e apre alla possibilità di trasformazione del sistema.

    Quando è indicata la terapia di coppia

    Il paziente è la coppia, non i singoli partner. Si lavora per migliorare la comunicazione, la gestione dei conflitti, la comprensione reciproca e la connessione emotiva.

    • Conflitti e incomprensioni
    • Tradimenti e gelosia
    • Allontanamento emotivo o sessuale
    • Difficoltà legate ai figli o alle famiglie d’origine
    • Separazioni e decisioni complesse

    Il cambiamento personale è la via più efficace per modificare anche le dinamiche della coppia.

    Il lavoro con giovani adulti, adolescenti e bambini

    L’approccio sistemico è particolarmente indicato nelle fasi evolutive. Accompagna i giovani adulti nella costruzione dell’identità, sostiene gli adolescenti nel processo di autoregolazione e offre ai bambini uno spazio di espressione emotiva attraverso il gioco, il corpo e la relazione.

    Con i minori, il lavoro terapeutico coinvolge sempre anche la famiglia, promuovendo nuove modalità relazionali che possano essere portate nella vita quotidiana.

    Author

    Dott.ssa Alessandra Mucci – Psicologa e Psicoterapeuta a Firenze ad orientamento sistemico-relazionale, iscritta all'Albo degli Psicologi della Toscana (n. 10294). Mi occupo di consulenza, sostegno psicologico e psicoterapia per adulti, coppie, famiglie e adolescenti. Ricevo su appuntamento a Firenze